Il Castello di Itri

Il Castello di Itri è una fortezza medioevale, tipica struttura difensiva destinata al controllo territoriale.

Fu costruito sull’impianto di una precedente fortificazione.

Il Castello fu stato realizzato per esigenze difensive in più fasi, a partire dal 882 quando fu costruita la torre pentagonale – commissionata da Docibile I, ipata bizantino del ducato di Gaeta – per avvistare i saraceni e le altre popolazioni arabe che in quel tempo minacciavano le coste. Nel 950 Marino I, nipote di Docibile, rafforzò ulteriormente il luogo facendo erigere una seconda torre più alta e imponente, quella quadrata denominata “maschio”.

Luigi Carafa della Stadera, IV principe di Stigliano

La rocca fece parte del ducato di Gaeta fino al 1072 e poi, così costituita, passò intorno al 1140 ai Dell’Aquila, signori del contado di Fondi. Dal 1234 al 1503, per quasi tre secoli, appartenne alla famiglia Caetani.

 

 

In coincidenza con questo passaggio fu eretta una terza torre, circolare, posta a guardia della via Appia, allora unica via di passaggio terrestre.

mappa via appia antico percorso

La fortificazione serviva a difendere Itri dagli attacchi dall’entroterra e fu realizzato un camminamento di ronda che collegava le torri permettendo di controllare gli attacchi nemici e di comunicare tempestivamente con il Castello di Gaeta lanciando un’allerta immediata. È ancora chiaramente visibile il sistema di avvistamento che, tramite la torretta di Campoli, permetteva lo scambio di segnalazioni.

Infine, fu realizzata la parte abitativa a pianta rettangolare a due piani, ciascuno suddiviso in tre stanze, posta al centro del sistema di torri.

Andava così a delinearsi la struttura del castello che vede un imponente corpo principale, con una facciata alta 35 metri fiancheggiata da due torri. A destra quella quadrata, a sinistra quella pentagonale protetta da un caposaldo che ne circonda la base e che ha quattro torrette – tre tonde e una semicircolare – munite di merli a coda di rondine aggettanti. Le tre torri cilindriche minori sono poste ad un livello più basso e racchiudono una piccola ma suggestiva piazza d’armi, una cavea, che era adibita anche a luogo di ristoro per cavalli, servitù e gendarmi. Un muraglione con un camminamento di ronda lungo 30 metri unisce la parte abitativa alla torre circolare, detta anche “del coccodrillo” per una leggenda popolare che racconta di prigionieri condannati a morte e dati in pasto ad un alligatore che lì viveva.

Nel 1591 tutta la contea di Fondi, alla quale apparteneva Itri, passò ai principi di Stigliano e, con essa, il castello.

Francesco Saverio Ialongo

Francesco Saverio Ialongo

Dal 1800 il castello fu di proprietà della famiglia Jallonghi e l’ultimo erede, il Dott. Comm. Francesco Saverio Ialongo, lo vendette alla Provincia di Latina nel 1979 ad un prezzo simbolico. Si provvide a riparare i danni causati dai pesanti bombardamenti avvenuti durante la Seconda guerra mondiale e a cederne gratuitamente la propietà al Comune di Itri.

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